Sulla parete della tomba di Mons Ruotolo possiamo ammirare un dipinto di Sant’Antonio da Padova opera del già citato pittore Aniello Letizia.
Continuando verso l’uscita, sulla destra, incontriamo il quadro di S. Giuseppe Benedetto Labre che nel 1771, proveniente da Bari, venne a venerare la Madonna di Leuca. Il dipinto è opera d Pietro De Simone.
Più avanti incontriamo un San Francesco da Paola, fondatore dell’ordine dei Frati Minimi, -che in Gagliano del Capo avevano un convento, ora tenuto dai Padri Trinitari-, opera del pittore gaglianese Francesco Saverio Mercaldi.

Sul muro frontale di destra, accanto al portone d’ingresso della Basilica, è collocata la lapide in bronzo che ricorda l’affondamento della nave francese Leon Gambetta, avvenuta nelle acque di Leuca il 27 aprile del 1915, su quello di sinistra una lapide ricorda Mons. Giannelli (1743).

Nell’Atrio, uscendo, in fondo a sinistra troviamo una scultura in pietra leccese che rappresenta un angelo con le braccia spalancate quasi ad accogliere i pellegrini e che sostiene due pannelli sui quali c’è scritto: “HINC HUMILIBUS VENIAM”, “REPROBIS VERO RUINAM” (In questo sacro luogo, agli umili è concesso il perdono; ai malvagi invece, la rovina) parole che ben si addicono a coloro che vengono nel Santuario per confessarsi e avere il perdono dei peccati.















