Il Santuario della “Madonna de Finibus Terrae”, a Leuca, è un luogo di culto, di preghiera e di fede mariana. La voce del Salmista, al salmo 60, invoca Dio dicendo che dai confini della terra si è rivolto a LUI “a finibus terrae ad Te clamavi” “dai confini della terra ti ho invocato”; la voce della Madonna, secondo il detto popolare che avrebbe detto: “Beato/a colui che viene a trovarmi il 13 di Aprile”; e la voce del Papa S.Giulio I° che mentre consacrava la chiesa nel 343 “ottenne le indulgenze dal cielo”, esprimono concordemente il progetto di Dio secondo il quale il tempio di Maria doveva essere un luogo di santità. Per questo il Santuario di Leuca, è stato e sarà sempre un faro di luce, di fede e di pietà mariana. Ma è anche ricco di storia, spesso sepolta, per i suoi vari eventi ed episodi accaduti nel corso dei secoli. Mi riferisco ad alcune “lapidi” esistenti nel Santuario e lette dall’Abate Pacichelli, nell’anno 1687, e che oggi, purtroppo, non si trovano più. Sono lapidi che contengono frammenti di storia del passato. L’Abate dopo aver descritto la presenza del quadro della Madonna, collocato al centro dell’altare, continua dicendo che sul lato sinistro dell’altare, vi è dipinto il prodigio delle Indulgenze e dalla parte destra si trova la lapide che sintetizza l’evento della consacrazione. Scrive così nel suo libro: I Viaggi Pugliesi dell’Abate Pacichelli: “Dal sinistro canto è dipinto l’accennato prodigio e dal destro ciò, che addita questa Inscrittione”.
Questa la lapide:
QUEM HIC LITANTEM SPECTAS HOSPES
IULIUS I EST ROM. PONTIF. OPT. MAX.
ASTAT NICOLAUS ROMANI PIUS APEX IMPEIJ
CUM HENRICO EQUE PIO FILIO
STIPANTIBUS ECCLESIAE PURPURATIS OCTO
IMPERIO; PROCERIBUS PLURIMIS
DE HIEROSOLIMITANO
ITINERE
AD PROMONTORIUM
HOC DUM DIVERTUNT
KAL. AUGUSTI ANNO
SALUTIS CDLXI.(CCCXLIII)
AD ARAM FACIENTI
PONTIFICI.
DIVINITUS DEMISSUM DIPLOMA
Traduzione: “Ospite, colui che qui vedi mentre celebra è Giulio I, Pontefice romano ottimo massimo. E’ presente Nicola, pio apice dell’impero con il figlio Enrico, egualmente pio, con attorno otto cardinali della chiesa e dell’impero; mentre con molti nobili si allontanano dal cammino di Gerusalemme verso questo promontorio, il primo giorno di agosto dell’anno della salvezza 343(461). E’ deposto presso l’altare il diploma ispirato per volere divino all’attuale Pontefice”.
Un’altra lapide recita così:
AUREO EXARATUM CHARACTERE
OCULIS AFFULGET
LIBERALISSIMUM HOC ORBI UNIVERSO
MUNUS AFFERENS
TEMPLUM HOC INTRANS QUILIBET KAL. AUG.
A GALLI CANTU AD SOLEM OCCASUM
OMNIS PIACULI SORDE IMMUNIS ESTO
ROBORAT HOC PONTIFEX POTESTATE SIBI TRADITA
ET PETENTE CAESARE
DE EIUS LIBERALITATE
LITRO COELESTI BIDUUM ACCEDIT
AD REI PERENNEM MEMORIAM
ANDREAS TONTULI SYPONTINUS
LUCI SOLERTISSIMUS EPISCOPUS
HOC POSUIT MONM.
ANNO A DEO HOMINE
MDCLXXV.
Traduzione: “Questo diploma scritto con lettere d’oro brilla agli occhi apportando un liberalissimo dono a tutto l’universo. Chiunque, entrando in questo tempio il primo giorno di agosto, sia libero dal sudiciume di ogni peccato. Conferma ciò il Pontefice con il potere a lui conferito e su richiesta del re per sua liberalità entra due volte l’anno con in mano il celeste bastone. Andrea Tontoli, sipontino, solertissimo vescovo del luogo, pose questo monumento a memoria perenne dell’evento. Nell’anno dell’Incarnazione di Dio 1675.”
Più a basso, in un pilastro dall’altra parte si legge:
D.O.M.
VIRGINIQ. PARENTI MARIAE
JO. GRANAFEUS BRUNDUSII PATRITIUS
TOTIUS LEUCADENEI PROMONTORII
CVIUS
ADRIATICI IONIJQ. MARIS UNDA
PEDES UTRINQ. PERLAMBIT
EPISCUPUS
ALEX. VII. PONT. MAXI.
REGNANTE
TEMPLUM HOC AD DEVOTIONEM AUGENDAM
SOLEMNI RITU
IN MAGNAE MATRIS OBSEQUIM
CONSECRAVIT
VII. ID. FEB. MDCLXIII.
Traduzione: “A Dio Ottimo Massimo ed alla vergine madre Maria. Giovanni Granafeo patrizio di Brindisi, vescovo di tutto il promontorio di Leuca del quale l’onda del mare Adriatico e Ionio tocca da ogni parte i piedi, mentre regna Alessandro VII pontefice massimo, consacrò questo tempio con rito solenne per aumentare la devozione, in ossequio alla grande Madre. 13 Febbraio 1663”.
“Degli eventi descritti, oggi possiamo leggere due lapidi che si trovano sulla facciata interna del Santuario. La prima si riferisce alla consacrazione del Tempio avvenuta il 1° di Agosto del 343, per opera di S. Giulio I° e la seconda che ripropone la consacrazione fatta dal Vescovo GRANAFEO,nel febbraio del 1663.”
In seguito si possono precisare i contenuti delle lapidi che ci offrono interessanti notizie e spunti per una lettura sempre più devozionale del Santuario della Madonna di Leuca.
P. Corrado Morciano















